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Traduzioni dall’italiano allo spagnolo: a cosa fare attenzione?

spagnolo

Quello della traduzione è un mondo piuttosto esigente che deve evolversi al ritmo delle esigenze socioculturali, accademiche e scientifiche.
Sembra ridondante dire che per tradurre in modo professionale, corretto e accurato, la conoscenza delle lingue è fondamentale, anzi riteniamo che sia assolutamente essenziale avere una preparazione accurata e pragmatica nel campo della sociolinguistica, della conoscenza testuale e del lessico grammaticale, per evitare errori imbarazzanti.

Per esempio, nelle traduzioni dall’italiano allo spagnolo, ci sono alcuni accorgimenti da mettere in atto per assicurare una corretta trasposizione di significato delle frasi o espressioni che si vogliono tradurre.
L’italiano e lo spagnolo sono molto simili, soprattutto nei suoni, questo principalmente perché entrambe le lingue derivano dal latino e condividono strutture, parole, lessico e basi grammaticali della loro radice comune.
Ecco alcune cose a cui prestare attenzione quando ci si appresta a tradurre dall’italiano allo spagnolo:

  • Uno degli errori più comuni è sbagliare la combinazione dei pronomi personali. In italiano quello indiretto precede il diretto come in spagnolo, ma è nella combinazione tra il riflessivo e l’indiretto che si distinguono le due lingue: in italiano il modo corretto è quello di mantenere il riflessivo accanto al verbo e farlo precedere dal pronome indiretto.
  • Errori di omissioni: è uno degli errori più comuni e consiste nell’omettere volontariamente o involontariamente lettere, parole, articoli o proposizioni con l’intento di semplificare un testo o di adattarlo a una forma di comunicazione socialmente accettata ma scorretta.
  • Errori di generalizzazione: chi traduce applica le stesse regole per tutte le espressioni, a livello globale.
  • Errore di concordanza di genere: in questi casi, ciò che accade è articoli e nomi non concordino nel genere.
  • Errore di corrispondenza del tempo: quando l’errore è di accordo temporale, ciò che accade è che chi traduce intreccia diversi tempi verbali tra loro nella stessa frase.
  • Errori di sostituzione: chi scrive tende a scambiare tra loro parole che si assomigliano da un punto di vista fonetico, attribuendo alle stesse un significato diverso da quello reale.
  • Tempi verbali: capita spesso di confondere i verbi spagnoli “ser” e “estar”.
  • In italiano, come nella stragrande maggioranza delle lingue, c’è solo un verbo per esprimere il la coniugazione del verbo ” essere” mentre nella lingua spagnola due. L’idea, grossolanamente, è che il verbo “ser” abbia a che fare con uno stato fisso: una personalità, una descrizione fisica, una professione, una nazionalità, una situazione temporanea… Mentre il verbo “estar” è usato più per descrivere uno stato di passaggio: una condizione fisica, uno stato d’animo, un’emozione, una sensazione.
  • Confondere “por” e “para”: come nel caso riportato al punto precedente, gli italiani tendono spesso a confondere queste due preposizioni che nella nostra lingua tradurremmo semplicemente con “per”. In spagnolo invece la differenza è fondamentale: “para” è usato per descrivere uno scopo, una finalità o una destinazione, mentre “por” si usa per esprimere una causa o un motivo.
  • Altro errore comune è che molti traduttori (anche professionisti), quando hanno a che fare con testi tecnici finiscono per trasformare interi periodi in qualcosa di molto diverso dall’originale, sostituendo la traduzione con una semplice spiegazione da un punto di vista molto personale.

Consigli per tradurre dall’italiano allo spagnolo senza errori

  • Corrispondenza 1 a 1: una traduzione tecnica deve essere l’unica possibile, più un termine o una parola è accurata e precisa, maggiore sarà il livello di comprensione del lettore.
  • Autosufficienza: è inutile aggiungere informazioni inappropriate e ridondanti, ogni periodo deve essere esplicativo e avere senso compiuto.
  • Riconoscibilità: una traduzione è buona quando è possibile riconoscere gli stessi termini in tutto il testo, quindi è importante mantenere una coerenza molto elevata nell’uso delle parole chiave.
  • Eleganza: lo spagnolo come l’italiano, è un linguaggio estremamente elegante, richiede tempi lunghi, frasi ampie e contenuti di qualità.
  • Coerenza: mantenere sempre lo stesso stile in tutte le traduzioni, offrendo testi omogenei senza modifiche ingiustificate.

Regole grafiche da rispettare per tradurre correttamente dall’italiano allo spagnolo

Uno stile grafico coerente mostra un alto livello di professionalità e consente una migliore lettura e comprensione di qualsiasi testo:

  • Spazi: sempre e solo uno.
  • Punteggiatura: ogni segno segue direttamente ogni parola, senza spazi.
  • Congiunzione “e”: la virgola prima di “e” è vietato, a meno che non si tratta della chiusura di un comma.
  • Parentesi: la parentesi di apertura richiedono uno spazio così come la parentesi di chiusura; non c’è spazio tra parentesi e parole interne.
  • Maiuscolo: solo la prima parola di un titolo è maiuscola.
  • Adattamenti linguistici: in italiano e spagnolo la parola originale deve essere assolutamente mantenuta con l’unica regola di usare la forma singolare anche per il plurale.
  • Accenti: È sbagliato usare l’apostrofo con le vocali.
  • Caratteri speciali: devono essere mantenuti nella loro forma codificata originale (ASCII per esempio).
  • Uso di ‘h’: oltre ai casi ‘gh’ e ‘ch’ e verbo haber, in italiano la lettera ‘h’ appare solo alla fine della parola o tra due vocali.

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