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Parole contenenti cia: ecco alcuni esempi e come usarli nelle frasi

italiano

Ai bambini della scuola primaria spesso viene chiesto dalle maestre di scrivere, come compito per casa, delle parole che contengano i nessi “-cia, -cio, -ciu, -ge e -gie” e di inserirle all’interno di una frase di senso compiuto.

Questo metodo adottato nella scuola primaria dovrebbe essere un modo utile e pratico per fare conoscere il più possibile ai bambini nuove parole, migliorando al contempo l’ortografia e la fonetica.

Oggi, grazie alla diffusione di internet sono disponibili diverse schede corredate da immagini che illustrano le parole (così da l’apprendimento da parte del bambino delle regole grammaticali) da potere stampare, compilare e leggere.

La grammatica italiana

La grammatica italiana, che tutti noi abbiamo imparato da piccoli, è un’insieme di regole che organizzano il cosiddetto “codice comunicativo” delle persone che condividono la lingua italiana. Il termine “grammatica” equivale in greco “all’arte dello scrivere”, un’abilità che si impara da piccoli e che è necessaria per tutta la vita di un individuo. 

Conoscere le regole della grammatica italiana, così come quelle di ogni lingua di un parlante nativo, è un passaggio molto importante specie per coloro che lavorano nell’ambito del copywriting. La grammatica italiana può essere distinta in tre grandi campi:

  • fonologia: che studia i suoni della lingua, la pronuncia e l’ortografia, ovvero la corretta scrittura;
  • la morfologia: che mira alla cura di tutti i segmenti variabili e invariabili di un discorso (ovvero nomi, articoli, aggettivi, pronomi, verbi, avverbi, preposizioni, congiunzioni e interiezioni);
  • la sintassi: che definisce le regole che consentono a un parlante di organizzare le parti di un discorso.

Coordinando queste tre grandi branche che compongono la grammatica italiana, ecco che possiamo equilibrare le parti di una frase in modo da creare un discorso armonico. 

Parole contenenti -cia

Nella grammatica italiana troviamo delle parole che iniziano con “-cia” come ad esempio: cialda, ciascuno, ciambella, ciabatta, ciarlatano, ciao, cianfrusaglie.

Si possono trovare tantissime parole che contengono “-cia” alla fine come: ascia, buccia, camicia, doccia, minaccia, roccia, arancia, faccia, salsiccia, tenacia, goccia, bilancia, torcia, farmacia, pancia, focaccia, erbaccia, freccia, treccia, angoscia. 

Se invece, si cercano parole con “-cia” in mezzo possiamo trovare: sciarpa, sociale, scialle oppure verbi all’infinito come lisciare, calciare, associare, baciare, inciampare, bruciare, cominciare, cacciare.

Come si forma il plurale delle parole con CIA?

Esiste una regola ben precisa che consente di creare il plurale delle parole che contengono al loro interno “-cia”. Nei plurali dei sostantivi femminili che terminano con le sillabe “-cia”:

  • si mantiene la “i” quando la “c” di “-cia” è preceduta da una vocale: per esempio la parola “camicia” diventa “camicie” al plurale;
  • si elimina la “i” quando la “c” è preceduta da una consonante: per esempio la parola “focaccia” che diventa al plurale “focacce”.

Tutte le parole, invece, che:

  • terminano con “-cia” e “-gia” hanno il plurale in “-ce” e “-ge” se queste sillabe sono precedute da una consonante: doccia/docce, spiaggia/spiagge;
  • sono precedute da una vocale avranno il plurale in “-cie” e “-gie”: ciliegia/ciliegie, farmacia/farmacie.

Come si utilizza cia/ce/cie all’interno di una frase?

L’uso di “-ce” e “-cie” segue una regola fissa anche se in alcuni casi ci possono essere delle eccezioni. In particolare, si usa “-ce”:

  • in una sillaba finale, nei plurali dei nomi e degli aggettivi che terminano in “-cia” se la “c” è preceduta da una consonante: arancia – arance, boccia – bocce.

Si utilizza “-cie”:

  • in sillaba finale, nei plurali dei nomi e degli aggettivi in “-cia”, se la “c” è preceduta da una vocale: valigia – valigie, socia – socie;
  • in sillaba finale, nei plurali dei nomi in “-cìa” (con la ì accentata): farmacia – farmacie.

Quando “-ce” e “-cie” si trovano all’interno delle parole, non sempre è facile  scriverle correttamente. In caso di dubbi, è sempre consigliato consultare il dizionario per trovare ogni parola e capire come utilizzarla senza sbagliare. Le parole più diffuse possono essere: cielo, cieco, superficie, sufficiente, sufficienza, coscienza, specie, società, socievole, crociera, braciere.

Ci sono delle parole che hanno un doppio plurale come camicia, audacia e ferocia che al plurale possono terminare sia in “-cie” che in “-ce”, a seconda del significato che hanno. In alcuni casi, il mantenimento della “i” può essere utile per evitare di confondere all’interno di una frase ad esempio:

  • sostantivi come: càmice/camicie (“Il càmice del dottore è di colore bianco” e “Le camicie sono di colore bianco”);
  • aggettivi come: audacia/audace (“Audace è colui che non ha paura”) e ferocia/feroce (“Quel leone è davvero feroce”).

Possiamo affidare la comprensione del senso di una parole al contesto all’interno del quale viene inserita.

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