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Morbo di Cushing cane: aspettativa di vita, quanto e come può vivere?

cane

Secondo un vecchio modo di dire, i cani sono i migliori amici dell’uomo. Chi ha la fortuna di avere un cane in casa sa benissimo quanta verità ci sia in questa frase. Un amico a quattro zampe porta in famiglia gioia, compagnia, amore incondizionato: anche lui però necessita delle giuste attenzioni, e questo vale anche e soprattutto per quanto riguarda la sua salute.

Anche per l’amato Fido gli acciacchi dell’età si fanno sentire. Uno dei problemi purtroppo più comuni tra i cani non più giovanissimi è l’iperadrenocorticismo, più semplicemente noto come il morbo di Cushing nel cane. Questa malattia può incidere notevolmente sulla salute e sulla qualità e l’aspettativa di vita dell’animale.

Cos’è il morbo di Cushing del cane e quali sono le sue cause

Il morbo di Cushing è una sindrome che può colpire i cani adulti, di solito a partire dai sei anni in su, anche se è più frequente tra gli animali anziani con età superiore ai dieci anni. La malattia comporta un eccesso di produzione del cortisolo. Questo ormone viene prodotto dalle ghiandole surrenali ed è fondamentale per la regolazione del metabolismo, del sistema immunitario e della pressione sanguigna.

Se però la sua produzione è eccessiva si possono innescare degli effetti negativi non solo sulla capacità dell’organismo di regolarsi, ma anche su altri organi. Nella maggior parte dei casi la malattia si sviluppa a causa della presenza di un tumore (di solito di natura benigna) che coinvolge la ghiandola pituitaria oppure le ghiandole surrenali.

La presenza di cellule tumorali comporta un aumento della produzione di ACTH, che è l’ormone responsabile della produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. L’eccesso di cortisolo innesca una serie di sintomi, che spesso i padroni confondono con i normali segnali dell’invecchiamento del loro cane.

I sintomi della malattia e gli effetti sulla vita dell’animale

Il morbo di Cushing sul cane infatti si manifesta in diversi modi. Innanzi tutto l’animale perde vitalità e appare depresso. A questo si possono aggiungere altri campanelli d’allarme come l’incontinenza, l’aumento dell’appetito e della sete, il gonfiore del ventre, la perdita del tono muscolare, il respiro affannoso, la letargia.

Effettivamente sono tutti sintomi che in qualche modo possono essere ricollegati all’invecchiamento. Inoltre non tutti i cani reagiscono alla malattia allo stesso modo, quindi non sempre si presentano tutti i sintomi elencati. Ad ogni modo il padrone quando si accorge di questi cambiamenti nel comportamento del cane dovrebbe rivolgersi al veterinario.

I sintomi possono far nascere nel veterinario il sospetto che il cane sia affetto dal morbo di Cushing: per accertarsene effettua degli esami del sangue. Se le analisi confermano la presenza della sindrome è necessario prendere dei provvedimenti. La malattia, progredendo, va a peggiorare la qualità della vita del cane ed i sintomi si acuiscono.

Inoltre la malattia può essere alla base della comparsa di ulteriori disturbi che potrebbero anche essere fatali per l’amato animale. Tra questi disturbi è possibile citare le infezioni ai reni o all’apparato urinario, l’ipertensione, la comparsa di coaguli sanguigni nei polmoni, la pancreatite ed il diabete mellito.

Le possibili terapie

Per fortuna esistono delle terapie per combattere il morbo di Cushing. Nel caso in cui la malattia sia legata alla presenza di un tumore si procede con una terapia chirurgica. Sia l’asportazione del tumore dall’ipofisi che l’asportazione delle ghiandole surrenali malate sono interventi delicati: considerando che i cani che soffrono della sindrome spesso sono anziani, non sempre questa via è percorribile.

Se non si può procedere con l’intervento chirurgico e nei casi in cui la malattia non sia causata dalla presenza di un tumore, si procede con una terapia medica. Esistono infatti dei medicinali molto efficaci che hanno la funzione di inibire la produzione di cortisolo. Durante la cura il cane dovrà essere costantemente monitorato dal veterinario, che a seconda delle risposte dell’animale stabilirà le dosi ed il percorso da seguire.

 

 

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