Economia

Imposte anticipate: quanti tipi ce ne sono? Come calcolarle?

imposte

Prima di andare a vedere quanti diversi tipi d’imposte anticipate ci sono, o come calcolarle, capiamo che cosa intendiamo, esattamente, con questo termine. Le imposte anticipate rappresentano gli ammontari delle imposte sul reddito che vengono considerati recuperabili più avanti nel tempo, quindi negli esercizi futuri. Essi si riferiscono alle differenze temporanee al riporto o deducibili al nuovo delle perdite fiscali.

Tipologie d’imposte anticipate

Generalmente è piuttosto semplice capire da dove possono arrivare le imposte anticipate e quindi le diverse tipologie che appartengono a questa categoria. Le imposte anticipate, dunque, possono derivare da uno o entrambi i seguenti fattori:

  • Componenti positivi di reddito che sono tassabili in esercizi precedenti a quelli che, invece, vengono imputati al conto economico civilistico;
  • Componenti negativi di reddito che risultano essere deducibili alle finalità fiscali e che appartengono a esercizi successivi a quello in cui vengono imputati al conto economico civilistico.

Alcuni esempi di differenze permanenti, dunque di ricavi fiscali parzialmente o totalmente indeducibili, sono:

  • La quota dei 2/3 relativa alle spese di rappresentanza in eccesso rispetto alla parte che risulta essere deducibile;
  • I costi completamente indeducibili poiché non possiedono il requisito dell’inerenza riguardo all’attività svolta;
  • Le spese per oneri di utilità sociale che superano i limiti imposti dalla Legge.

Esempi di differenze temporanee, invece, sono quelli relativi ai costi e ai ricavi, totali o parziali, che formano il reddito fiscale in un determinato periodo d’imposta che non è lo stesso nel quale concorrono a comporre il reddito civilistico.

Come calcolare le imposte anticipate

Quando andiamo a calcolare le imposte anticipate e differite è necessario far uso delle aliquote fiscali vigenti relative all’esercizio nel quale è stata rilevata la differenza temporanea di reddito. Ricordiamo che le differenze possono presentarsi anche in ambiti come scissioni, fusioni e conferimenti e che quindi non devono necessariamente rientrare nei transiti collegati al Conto economico ma possono, appunto, far parte di operazioni straordinarie.

L’articolo  2427 n.14 del  Codice Civile riporta la Nota Integrativa  nel cui prospetto è necessario riportare la descrizione delle differenze temporanee che hanno stabilito che sussistano delle imposte differite e anticipate, senza dimenticare d’inserirvi le variazioni rispetto al precedente esercizio, l’aliquota applicata, gli importi addebitati oppure accreditati a Patrimonio Netto oppure a Conto Economico nonché le voci escluse dal calcolo dandone le opportune motivazioni. Bisogna poi inserire l’ammontare delle imposte anticipate contabilizzandolo nel bilancio per perdite riguardo gli esercizi, o il singolo esercizio, precedenti fornendo anche delle spiegazioni riguardo le motivazioni dell’iscrizione. C’è da inserire, infine, l’ammontare non ancora contabilizzato e, anche in questo caso, è necessario fornire le motivazioni della mancata iscrizione.

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