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Il Ponzi truffaldino: come funziona questo schema? Perché è illegale?

truffa

Lo schema truffaldino noto come di Ponzi è appunto una truffa effettuata su larga scala e il nome deriva da Charles Ponzi, colui che lo ideò per la prima volta e che dopo oltre un secolo ancora funziona, al punto da essere ripreso in molteplici varianti e riadattamenti.

Charles Ponzi era un immigrato italiano arrivato negli Usa nel 1903 e che ancora nel 1920 lavorava come uomo d’affari a Boston. È diventato famoso in tutto il mondo per avere ideato uno schema truffaldino su larga scala ai danni prima della comunità di immigrati e dopo di tutto il Paese.
Ponzi ebbe l’abilità di truffare oltre quarantamila persone partendo da soli due dollari per arrivare a guadagnarne oltre quindici milioni.

Esattamente come nel caso di Ponzi, in America erano presenti molti immigrati ed era usanza che le lettere per l’estero includessero un buono utile per comprare un francobollo per la risposta. Ogni buono costava diversamente in base al Paese di provenienza, tuttavia il controvalore era lo stesso dappertutto. Ponzi fiutò che con i tassi di cambio e postali fluttuanti i coupon avrebbero acquistato valore e creando una rete di contatti con l’Italia, prese a racimolare quelli che gli emigrati spedivano ai loro parenti per rivenderli sul mercato statunitense.
Guadagnando profumatamente, Ponzi aprì una società e sollecitò amici e colleghi a scommettere sul suo schema garantendo tassi di rendimento sugli investimenti pari al 50% in soli tre mesi. Nel giro di due anni i clienti arrivano da tutta America e nel 1920 Ponzi aveva guadagnato un patrimonio di diverse centinaia di migliaia di dollari.
La truffa consisteva nel fatto che l’italiano pagava i rendimenti promessi ai primi clienti non con reali guadagni, bensì con i soldi impegnati dai nuovi investitori creando uno schema di truffa piramidale.
L’editore del Wall Street Journal, Clarence Barron, comprese che per pagare tutti Ponzi avrebbe dovuto vendere 160 milioni di coupon: ma in quel momento, in tutto il mondo, circolavano in tutto 27 mila pezzi.

Come funziona lo schema di Ponzi

Al potenziale cliente è promesso un investimento che assicura rendimenti superiori ai tassi di mercato in breve tempo; poco dopo gli è resa parte della cifra investita per fargli credere che lo schema funziona realmente e la voce gira piuttosto velocemente, attirando ulteriori clienti. Gli interessi sono pagati con i soldi incassati dai nuovi investitori e la truffa ha fine nel momento in cui le richieste di rimborso superano i nuovi versamenti.
Lo schema ponziano consente ai primi investitori di guadagnare alti ritorni in termini di denaro in poco tempo, ma per funzionare ha bisogno di attirare costantemente altre persone che vogliono pagare la quota.
I guadagni giungono da queste quote e non realmente da ritorni economici degli investimenti. Non appena la maggior parte delle persone va in perdita, lo schema è destinato a concludersi e il più delle volte la truffa è talmente ampia da richiedere l’intervento delle autorità.

Lo schema di Ponzi, in sintesi, promette guadagni alti e vantaggiosi in poco tempo che sono realmente ottenuti tramite escamotage finanziari o investimenti poco chiari. Le vittime sono persone non competenti in materia e l’investimento riguarda una sola azienda o promotore.
È ovvio che il rischio per un investimento di questo tipo è molto alto e aumenta man mano che gli investitori sono sempre più numerosi, perché poi diventa quasi impossibile trovarne di ulteriori che possano coprire tutti i ritorni.

Perché lo schema di Ponzi è una truffa

Lo schema di Ponzi è considerato reato in Italia come in tantissimi altri Paesi in tutto il mondo. La Legge n. 173/05 in Italia vieta di partecipare a sistemi piramidali.
Il sistema piramidale che deriva dall’antenato ponziano è una tecnica di vendita in cui l’incentivo economico è basato sul reclutamento di nuovi adepti più che sulla loro reale capacità di promuovere o vendere.
Lo schema di Ponzi si basa su una figura carismatica che si pone al centro e mantiene i contatti con i clienti ed è proprio lui a gestire la truffa usando armi come il carisma e la capacità di garantire speranze agli investitori.
Per fare un investimento finanziario con un intermediario, devono sussistere autorizzazioni affinché lui possa operare in un dato mercato.
In Italia, ad esempio, è necessario che ci sia un’autorizzazione UE onde evitare rischi eccessivi, perché non vi è la garanzia di un rimborso o alcuna tutela.
Il Ponzi truffaldino è uno schema che funziona quando è basato sul passaparola e la crescita numerica degli investitori i cui soldi, sono utili perchè gli ultimi arrivati coprano gli investimenti dei primi aderenti.
L’illegalità è data dal fatto che non sussiste un reale ritorno finanziario, al contrario di quanto si fa credere alle vittime della truffa, ma si basa di una tecnica volta a riutilizzare esclusivamente i soldi delle persone.

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