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Ezio Bosso: storia e biografia dello straordinario musicista

pianista

Ezio Bosso è stato un pianista, compositore e direttore d’orchestra di natali torinesi, scomparso nel 2020. Molti ricorderanno la sua performance a Sanremo 2016, con l’esecuzione di Following a bird, e il programma di Rai 3 Che storia è la musica che si proponeva di far accostare il grande pubblico all’opera e alla classica.

Da Torino all’Accademia di Vienna

Bosso nasce a Torino il 13 settembre 1971. È nel capoluogo torinese, in una Torino operaia, che vive nel periodo infantile e adolescenziale, a Borgo San Donato. Il fatto di avere un fratello musicista e una prozia pianista lo fanno avvicinare alla musica, a 4 anni. Bosso ha detto che a 5 anni, ascoltando di nascosto Beethoven, Smetana e Liszt, ha sognato di dirigere.

Ha suonato il basso, con il nome di Xico, nel gruppo ska torinese Statuto. Ha conosciuto in conservatorio Oscar Giammarinaro (Oskar), attuale voce della band. Con loro ha inciso l’album Vacanze (1988). A 16 anni fa il suo esordio da solista in Francia e inizia a frequentare le orchestre europee. Ludwig Streicher, celebre contrabbassista della Wiener Philharmoniker, lo indirizza allo studio del contrabbasso, della composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna.

Gli anni Novanta e gli anni duemila

Gli anni Novanta hanno visto Ezio Bosso prendere parte a diversi eventi concertistici del panorama internazionale, come Royal Festival Hall, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes (Città del Messico), Carnegie Hall, Houston Symphony ma si è esibito anche in Italia, al Teatro Regio di Torino, la sua città natale, in cui non si risparmiava di tornare per progetti sociali e di divulgazione, e all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Teneva corsi a Parigi e in Giappone.

Nella sua carriera, Ezio Bosso ha diretto diverse orchestre, tra cui la London Symphony, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra di Santa Cecilia, l’Orchestra del San Carlo di Napoli e la Filarmonica della Fenice di Venezia. Ha vissuto tra Londra e Bologna. Nella capitale del Regno Unito è stato direttore stabile e artistico di The London Strings, a Bologna ha lavorato al teatro comunale.

Nel 2013 Bosso inizia la sua collaborazione con il violoncellista Mario Brunello e, nel 2015, l’Alma Mater di Bologna gli commissiona una composizione per la Magna Charta delle Università Europee. Il 30 ottobre 2015 esce il primo album da solista di Bosso, The 12th Room (EGEA Music). L’estratto Following a bird viene eseguito dal musicista nel corso della seconda serata di Sanremo 2016. Dal 2017, è stato testimone e ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14.

Premi e riconoscimenti in Italia e nel mondo

Ezio Bosso ha vinto il Premio Flaiano d’oro nel 2003 e nel 2005. Gli è stato riconosciuto il Critic and audience choice for best music al Syracuse festival di New York (2006) ed è stato il primo non australiano a vincere, con la sinfonia Oceans, The Green Room Awards (2010). Nel 2015, The Arts News Paper e Penelope Curtis, che era direttrice di Tate Britain, parlarono del suo concerto alla Ikon Gallery come dell’evento artistico dell’anno nel Regno Unito.

Sempre nel 2015, il sindaco di Bologna gli assegna l’onorificenza civica il Nettuno d’oro. Gualtieri (2014), Acireale (2016), Roma (2019) e Busseto (2020) hanno dato al maestro la cittadinanza onoraria. Nel 2019 gli è stato assegnato il Cremona Musica Award per la categoria “comunicazione” e il Premio Gratitudine.

Musica per il cinema e per il teatro

Nel 2013, Bosso ha detto: “Per me ogni suono si traduce in un’immagine o in un colore. E allo stesso modo le immagini mi provocano suoni”. Questa correlazione suono-immagine/colore fa pensare alla musica da film, settore per cui il musicista ha lavorato, anzi, forse in Italia è stato a lungo considerato “solo” un autore di colonne sonore.

Tra i lungometraggi per cui ha composto, ci sono tre film di Gabriele Salvatores: Io non ho paura (2003, nomination al David di Donatello), Quo vadis, baby? (2005) e Il ragazzo invisibile (2014, nomination al David di Donatello). Ha composto anche per il teatro, per esempio per La confessione biologica (Antonio Catania, 1998) e Aspettiamo quello simpatico (Rocco Papaleo, 2001), oltre a diversi spettacoli diretti da Valter Malosti.

Nel 2011 gli viene asportata una neoplasia cerebrale e gli viene diagnosticata una malattia che colpisce i nervi motori e che lo porterà a smettere di suonare il piano nel 2019. I sintomi sono simili alla SLA, ed è di SLA che parlano i media all’inizio. Per l’aggravarsi della malattia, Ezio Bosso muore il 14 maggio 2020 a Bologna, a 48 anni. Le sue ceneri sono al Cimitero Monumentale di Torino.

 

 

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