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Diabolik fumetto: chi lo ha realizzato? E cosa si sa del protagonista?

Fumetti

Alcuni personaggi di fantasia, soprattutto quando si intrecciano con trame originali, sono capaci di diventare quasi un’icona nel mondo, come Diabolik: un personaggio immaginario di fumetti ideato nel 1962, diventato ben presto il simbolo più famoso delle storie nere a fumetti.

Diabolik: un’icona del mondo delle storie di fantasia

Diabolik è un personaggio completamente inventato, creato dall’autrice “Angela Giussani”. La vasta serie del fumetto ha esordito grazie alla casa editrice “Astorina”, nel novembre 1962, che ancora fino ad oggi ne cura le pubblicazioni da più di cinquanta anni. Alle sceneggiature del fumetto, oltre alle sorelle Giussani, si sono affiancati e alternati diversi autori nel corso del tempo. Anche la creazione grafica di Diabolik è stata caratterizzata dall’alternanza nel tempo di diversi autori, che hanno contribuito, e non poco, a far diventare il fumetto famoso in tutto il mondo. Inizialmente, Angela Giussani, per lanciare il successo del fumetto attraverso i gusti dei potenziali lettori, condusse una vera e propria indagine di mercato, da cui scaturì che molti lettori amavano leggere libri gialli durante gli spostamenti e i viaggi. Il formato degli albi di del fumetto Diabolik è infatti caratterizzato da piccole dimensioni, proprio per diventare tascabili e andare incontro alle esigenze dei pendolari (le sue dimensioni sono di “11,5×16,9 cm”). La trama fu realizzata in modo che il lettore non sapesse la reale identità del personaggio Diabolik, che ben presto divenne una figura misteriosa e inquietante. Le prime vendite del fumetto, tuttavia, non furono particolarmente importanti, e per questo la casa editrice decise di pubblicare il numero seguente dopo alcuni mesi, nel febbraio del 1963. Il terzo numero fu invece pubblicato a marzo. Molte edizioni sono state tradotte e pubblicate in vari paesi europei, ma anche americani e persino africani. La serie Diabolik è stata infatti pubblicata ben oltre i confini italiani ed europei: in Argentina, in Brasile, in Colombia, in Polonia, in Romania e negli Stati Uniti. Fin dall’inizio il fumetto raggiunse elevate tirature, fino a divenire un vero “fenomeno” analizzato da esperti di comunicazione (il suo successo è stato consacrato anche da un passaparola generale, che ne ha permesso la diffusione in tempi rapidi). Diabolik ha davvero segnato la nascita del genere fumetto nero, perché la sua pubblicazione non ha subito alcuna interruzione negli anni, e ad oggi ha superato più di 800 numeri pubblicati. I primi numeri raggiunsero importanti quotazioni nel mercato del collezionismo, e il suo successo è stato talmente importante da suscitare l’interesse di importanti registi internazionali, interessati a trasporre le storie del fumetto direttamente al cinema e sugli schermi (Diabolik ha ricevuto due trasposizioni cinematografiche: la prima diretta da “Mario Bava” nel corso del 1968, la seconda durante il 2020, diretta dai “Manetti Bros.” Il successo del personaggio è stato tale da portare anche alla creazione di parodie, ma anche di altri fumetti oggi famosi.

Cosa si sa di Diabolik? E cosa ispirò l’ideatrice nella creazione del personaggio?

L’intento della creatrice era quello di inventare un personaggio genio del crimine, stratega e abile assassino, un vero genio spietato del crimine. Grazie alla sua notevole istruzione nel campo scientifico e tecnico, il personaggio di Diabolik è un esperto ipnotizzatore, ma anche esperto nell’uso delle armi e della chimica (non a caso in molti numeri usa veleni, sostanze chimiche e droghe per raggiungere i suoi scopi, facilitato dalla sua agilità e resistenza fisica). Diabolik è anche un esperto di combattimento corpo a corpo, sa usare i coltelli ed è un ottimo tiratore. Nei vari numeri della serie è facile assistere a storie avventurose e intriganti, in cui Diabolik riesce a cavarsela grazie alle sue elevate capacità intellettuali e fisiche. Nel riprodurre un personaggio dotato di ottime conoscenze e rilevante resistenza fisica, l’ideatrice si ispirò a personaggi geniali già creati in altri Stati (come ad esempio la Francia), ma da cui l’ideatrice si differenziò in ordine a modalità di azione, caratteristiche e indole del protagonista.

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