Economia

Cos’è e come funziona lo stralcio dei debiti bancari

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Lo stralcio dei debiti contratti con un istituto di credito è un argomento dibattuto e quantomai attuale. I motivi per i quali un utente non riesce a onorare il debito con la banca possono essere i più svariati e, talvolta, basta anche solo un ritardo nell’invio della somma per pregiudicare il piano di rientro. Fortunatamente esiste una soluzione che è possibile adottare o, almeno, può essere utile provare ad applicarla. Si tratta del cosiddetto “salda e stralcia” dei debiti bancari: in questo caso è il debitore che, a fronte di una somma (in genere piuttosto ingente) da restituire alla banca, propone a quest’ultima di versare una determinata cifra entro una data prestabilita che, però, è inferiore a quella iniziale.

Per chiarire come si applica lo stralcio dei debiti bancari è fondamentale avere presente alcuni concetti fondamentali, a cominciare dalle modalità con le quali si può richiedere, le tempistiche e la percentuale di sconto da proporre. Se non si rispettano queste condizioni, infatti, è molto probabile che l’istituto di credito rifiuterà l’accordo e pretenderà che il debito venga saldato nella sua totalità. In genere gli elementi presi in considerazione al fine di valutare l’offerta sono principalmente la presenza di beni mobili e immobili posseduti dal debitore che possono essere aggrediti dalla banca e il loro valore reale sul mercato, la tipologia di debito e il suo importo totale, la quantità di atti notificati (come i decreti ingiuntivi, i pignoramenti) e, infine, l’eventuale comparsa di soggetti garanti.

Come ottenere il saldo e stralcio

Ottenere il saldo e stralcio dei debiti dalla banca non è scontato e, affinché la richiesta vada a buon fine, occorre presentare la proposta rispettando alcune caratteristiche. Innanzitutto, quando si opta per questa modalità di rientro, bisogna tenere presente che, qualora l’istituto di credito accettasse, bisognerà versare il saldo nel giro di breve tempo. In genere non viene, quindi, concesso un piano di ammortamento che preveda il pagamento di rate mensili, bensì l’utente deve provvedere a pagare il debito entro una data prestabilita. Un altro aspetto di rilevante importanza da considerare, poi, è l’ammontare dell’offerta. Se quest’ultima è troppo bassa, infatti, la banca potrebbe rifiutare l’accordo ma se, invece, è troppo alta, l’utente potrebbe rimetterci del denaro: per questo motivo può essere utile rivolgersi a un professionista del settore che saprà guidare il debitore anche nell’intrattenere i rapporti con l’ente creditore.

Per conoscere nel dettaglio la questione del saldo e dello stralcio, il portale web Chescelta.it ha realizzato un approfondimento che è possibile leggere nella categoria dedicata: dalla sezione immobiliare fino a quella che riguarda le società finanziarie, essere a conoscenza della maggior quantità di informazioni possibile è fondamentale per garantirsi che la richiesta di risoluzione debitoria vada a buon fine.

Come motivare la richiesta di saldo e stralcio

Oltre al rispetto delle tempistiche e della prassi burocratica, un altro aspetto importante da tenere presente è la necessità di motivare adeguatamente la richiesta di saldo e stralcio. E’ possibile, quindi, portare l’attenzione della banca su alcuni punti dell’offerta, fra cui l’assenza di beni immobili da valore da aggredire (in genere questa è una motivazione rilevante per l’istituto di credito), la propria situazione lavorativa e personale, nonché la mancanza di fonti di reddito derivanti dall’esercizio della professione, la presenza di altre situazioni debitorie contratti con soggetti differenti e del pignoramento del quinto dello stipendio, e, in ultima istanza, la presenza di eventuali irregolarità nelle condizioni applicate, soprattutto per quanto riguarda i tassi di interesse.

Se la proposta di saldo e stralcio viene accettata dall’istituto di credito, il debitore, una volta saldata la somma dovuta, si può considerare “libero”. L’ente creditore, inoltre, viene tenuto alla firma di una lettera liberatoria che svincola l’utente da eventuali altri obblighi. E’ molto importante che, una volta che la posizione viene chiusa definitivamente, l’ormai ex debitore faccia richiesta di cancellazione dall’elenco stilato dalla CRIF, ovvero dalla Centrale Rischi Finanziari. Qualora ci si trovi in questo elenco, infatti, anche se di fatto non si hanno più pendenze, risulterà impossibile ottenere altri mutui o prestiti da qualunque tipo di banca. Gli istituti di credito, infatti, controllano scrupolosamente questo gestionale, pertanto è fondamentale assicurarsi che il proprio nome non compaia più al suo interno.

 

 

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