Salute e benessere

Come curare l’epicondilite? Cosa può provocare questo problema?

braccia

L’epicondilite è una malattia causata dall’infiammazione di alcuni tendini posti in prossimità del gomito. Il nome della patologia deriva dall’epicondilo, la parte più distale dell’omero dove poggiano i tendini. È l’infiammazione di questi tendini che provoca dolore particolarmente acuto al gomito ma che può irradiarsi anche nelle zone circostanti.

Il male può essere sia spontaneo sia indotto con una pressione sulla parte infiammata. La malattia è composta da una prima forma nella quale si percepisce il dolore solo nel mentre si esegue uno sforzo particolarmente intenso; nella fase acuta della malattia, si ha dolore anche nello svolgere gesti comuni che non comporterebbero un particolare tipo di sforzo.

È in questo momento che sarebbe fortemente consigliabile consultare gli specialisti che ci aiutino a guarire.

Ma cosa provoca l’infiammazione e il dolore?

L’eccessiva e prolungata attività del gomito, il praticare uno sport o un’attività lavorativa costantemente, nella letteratura medica è definita “sovraccarico funzionale” o ancora può essere causata da una particolare predisposizione articolare.

Pensiamo ad un tennista che per molte ore al giorno si allena utilizzando, ripetutamente il gomito, ecco perché l’epicondilite è anche chiamata “gomito del tennista”, ma anche altri sportivi, purtroppo, ne soffrono: lanciatori, schermidori, body-builder…

Anche alcune categorie lavorative possono essere soggette a questo tipo di problema: donne e uomini   che utilizzano il pc per molte ore al giorno, camerieri, scrittrici, casalinghi, musicisti (maggiormente i pianisti), lavoratori in generale che per gran parte della giornata attuano movimenti ripetitivi e costanti tra polso e gomito.

È proprio tutto ciò che può indurre l’infiammazione e provocare dolore.

Guarire o curare, l’epicondilite, è possibile?

Per cercare di guarire, o almeno tentare di lenire il dolore, la medicina, può aiutare.

Nella fase acuta del dolore si può applicare del ghiaccio sulla parte infiammata, infatti, è ben risaputo che il ghiaccio è un ottimo anestetizzante.

Ma la parola chiave è il riposo! È fortemente consigliabile per un periodo di tempo (a seconda dell’intensità del dolore) sospendere qualsiasi attività lavorativa o sportiva, al fine di interrompere ogni sforzo nei tendini infiammati.

Certamente sarà utile rivolgersi in un primo momento al proprio medico di base che in seguito consiglierà la visita da uno specialista: ortopedico o fisiatra.

In seguito alla visita medica specialistica l’ortopedico prescriverà dei farmaci, solitamente antidolorifici e antiinfiammatori, e consigliera di consultare un fisioterapista.

Nel centro fisioterapico potranno essere eseguiti una serie di attività svolte sia a lenire il dolore sia al conseguimento della guarigione:

  • Esercizi
  • Massaggi
  • Stretching
  • Laserterapia
  • Ultrasuoni
  • Onde d’urto
  • Cicli infiltrativi
  • Ozonoterapia
  • Tecarterapia
  • Ionoforesi
  • Mesoterapia
  • Magnetoterapia

Inoltre è fortemente consigliabile indossare, per tutto il giorno, tutori o fasce specifiche per l’epicondilite, le quali permettono di ridurre al minimo lo sforzo esercitato sui tendini doloranti.

Nei casi più gravi e dolorosi l’ortopedico può consigliare un intervento chirurgico.

Dopo l’operazione ci sarà un periodo di riabilitazione da svolgere presso un centro riabilitativo.

Ma, se le hai tentate tutte, il dolore è ancora costante e non vuoi sottoporti ad un intervento, potresti provare…l’agopuntura, l’antica arte medica cinese, nata nel 2700 a.C. circa.

 

 

 

 

 

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