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Cartesio: chi è, storia, biografia e filosofia

Filosofia

La filosofia moderna è senza dubbio il risultato di lunghe e complicate ricerche del pensiero, la ricerca di una soluzione comune a tutto per spiegare ciò che la mente si è sempre domandata. Tra questi Cartesio rappresenta un importante punto d’inizio poiché fu il primo a dare vita al ”pensiero razionale moderno”.

Chi è Cartesio? Storia e biografia

Il suo vero nome è René Descartes, conosciuto in Italia come Cartesio, nasce in Francia 31 marzo 1596 a La Haye, nella Turenna. Proveniente da una famiglia aristocratica, perseguì gli studi nei gesuiti per poi laurearsi in diritto nel 1616. Soltanto due anni dopo, nel 1618, decise di arruolarsi nei Paesi Bassi ed entrare a combattere all’interno della guerra dei trent’anni in Germania.

Un anno dopo aver preso parte a questa guerra, il 10 novembre 1619, sognò quelli che chiamava ”I fondamenti di una scienza meravigliosa”, furono proprio questi tre sogni a cambiare la visione del mondo di Cartesio e portarlo ad interessarsi a materie come la matematica, la geometria, l’ottica e la logica. Dopo aver lasciato la carriera militare nel 1628 si dedicò totalmente ai suoi studi e a questo nuovo metodo di ricerca, pubblicando nel 1637 tre saggi scientifici (prendevano il nome di:”La Diottrica, le Meteore e la Geometria”) e la loro prefazione (conosciuta con il nome di:”Discorso sul metodo”).

Subito dopo questo periodo Cartesio vide la sua fama svilupparsi in ogni dove interessando migliaia di studiosi. A lui viene riconosciuta la scoperta di un nuovo e sconvolgente metodo di ricerca, questa nuova visione delle cose interessò tantissimi scienziati e filosofi, giungendo fino ad alcune corti dei regni. In particolar modo, nel 1647, venne invitato dalla regina Cristina di Svezia presso la sua corte per ricevere delle lezioni di filosofia, raggiunse Stoccolma nel settembre del 1649 e morì pochi mesi dopo, l’11 febbraio 1650 a causa di una broncopolmonite.

La filosofia di Cartesio

Durante la sua vita Cartesio riuscì ad ottenere parecchio successo attraverso le proprie teorie filosofiche, ma di cosa parlavano? Cos’analizzava esattamente la filosofia cartesiana?

La filosofia cartesiana viene considerata la base del razionalismo moderno, poiché affermava di poter conoscere il mondo attraverso determinati passaggi che davano origine al metodo cartesiano. Questo metodo si divideva in 4 fondamentali passi: l’evidenza, l’analisi, la sintesi e l’enumerazione.

Il primo può sembrare il più banale, ma da un messaggio ben chiaro: nulla è vero fino a quando si avrà anche un solo dubbio. Esso infatti dice che prima di poter definire ”vero” qualcosa, è necessario avere la massima certezza di ciò, deve essere evidente. L’analisi è invece considerato da molti la parte più importante del metodo cartesiano, consiste infatti nell’individuare un problema e scomporlo, cioè ridurlo in tanti problemi più piccoli e semplici così da risolvere questi per primi, così da poter giungere alla soluzione finale.

La sintesi è invece fondamentale per dare vita ad un pensiero decifrabile, bisogna infatti, dopo aver risolto i problemi, riordinarli in maniera tale che possano essere facilmente compresi e che seguano un filo logico. Una volta terminato questo terzo passaggio, vi è l’enumerazione. Quest’ultima dice che prima di poter elaborare la propria teoria, è necessario svolgere nuovamente questi passaggi, ma numerandoli, così da poter verificare che tutto sia corretto e di non aver dimenticato nulla.

Quindi è possibile dire che il metodo cartesiano possiede una certa influenza anche nella ricerca moderna, ma cos’è che spinse Cartesio ad elaborare questo articolato metodo? Senza dubbio la matematica, la geometria, l’ottica e la logica hanno influenzato molto il suo modo di pensare, ma alla base di tutto egli inserì il dubbio. Soltanto questo può portare le menti delle persone a conoscere ogni cosa, ponendo continui interrogativi su ogni cosa.

L’unica certezza che egli elaborò fu quella della propria esistenza, meglio conosciuta come <cogito, ergo sum>(”Penso, quindi sono”, rielaborata come ”Se io dubito, allora io esisto”), si tratta della massima pronunciata da Cartesio, mette in risalto il fatto che pochissime cose sono certe, in questo caso è certa l’esistenza dell’uomo poiché è in grado di pensare.

Vi è un’altra importante supposizione elaborata da Cartesio, riprendendo il primo punto del suo metodo, egli afferma che Dio è un essere perfetto, innato e buono. Per affermare ciò, è sufficiente affermare che ogni individuo nasce con la capacità innata di pensare e di cercare all’infinito. Si tratta di una capacità evidente e che nessuno può mettere in dubbio, perciò è possibile definirla vera; ma questa capacità può pervenire soltanto da un’entità onnipotente e buona che ci spinge a cercare il vero e il giusto.

Secondo tutti questi criteri, Cartesio afferma che Dio esiste e che ci ha donato la capacità di ricercare all’infinito così da conoscere il più possibile, ma tutto ciò è possibile farlo soltanto distinguendo il bene dal male e il vero dal falso. Il pensiero di Cartesio non si ferma solo qui, infatti vi sono interi libri basati sul pensiero cartesiano che si articola in tante altre sfaccettature, ma la ricerca del dubbio è sicuramente la parte più importante di questa filosofia.

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